
Araba Fenice
Strada ghiacciata, parcheggio deserto. All’interno i vetri appannati. Pareti in mattoni attorno ai tavoli in legno. Ecco qualche avventore, i bicchieri e il buon vino servito dall’oste! Come narra la famosa leggenda mitologica, l’Araba Fenice risorge dalle ceneri di un gruppo di amici e musicisti conosciuti come Airon.
Ecco, la leggenda non parlava proprio di Aironi, ma tentiamo di non essere troppo pignoli. . .e torniamo a noi! L’aspetto importante della storia è che risorge, seppur con mille dubbi ed il morale a terra. . . e lo fa proprio sui tavoli in legno massiccio di una frequentata osteria romagnola durante il freddo inverno ‘05/06.
Inizia così il viaggio dell’Araba Fenice, formazione folk rock cantautoriale con influenze progressive anni ’70. Dopo qualche mese ecco i primi concerti in zona, con buona risposta di pubblico e consensi. . . ma la metamorfosi della Fenice non è totalmente compiuta.
Ed è ancora un’osteria, “L’albero dei pavoni”, a spingere il gruppo verso un’ulteriore evoluzione ad uno stile sempre più acustico e popolare. A causa degli spazi ristretti e dell’impatto acustico vengono abbandonate chitarre elettriche, pezzi di batteria troppo ingombranti ed amplificatori fuori misura. I suoni si ammorbidiscono e contestualmente cresce l’affetto nei confronti della band.
Così, nei mesi successivi, anziché tornare allo stile elettrico, aumentano gli strumenti con cassa armonica: basso acustico, chitarra classica, mandolino e bouzouki sono solo alcuni esempi dei nuovi “colori” della formazione Romagnola.
Flauto traverso, tin whistle e cornamusa completano questa gamma cromatica alla quale manca solo un ingrediente per fare grande una serata: il calore del pubblico! Read more on Last.fm. User-contributed text is available under the Creative Commons By-SA License; additional terms may apply.
Ecco, la leggenda non parlava proprio di Aironi, ma tentiamo di non essere troppo pignoli. . .e torniamo a noi! L’aspetto importante della storia è che risorge, seppur con mille dubbi ed il morale a terra. . . e lo fa proprio sui tavoli in legno massiccio di una frequentata osteria romagnola durante il freddo inverno ‘05/06.
Inizia così il viaggio dell’Araba Fenice, formazione folk rock cantautoriale con influenze progressive anni ’70. Dopo qualche mese ecco i primi concerti in zona, con buona risposta di pubblico e consensi. . . ma la metamorfosi della Fenice non è totalmente compiuta.
Ed è ancora un’osteria, “L’albero dei pavoni”, a spingere il gruppo verso un’ulteriore evoluzione ad uno stile sempre più acustico e popolare. A causa degli spazi ristretti e dell’impatto acustico vengono abbandonate chitarre elettriche, pezzi di batteria troppo ingombranti ed amplificatori fuori misura. I suoni si ammorbidiscono e contestualmente cresce l’affetto nei confronti della band.
Così, nei mesi successivi, anziché tornare allo stile elettrico, aumentano gli strumenti con cassa armonica: basso acustico, chitarra classica, mandolino e bouzouki sono solo alcuni esempi dei nuovi “colori” della formazione Romagnola.
Flauto traverso, tin whistle e cornamusa completano questa gamma cromatica alla quale manca solo un ingrediente per fare grande una serata: il calore del pubblico! Read more on Last.fm. User-contributed text is available under the Creative Commons By-SA License; additional terms may apply.
Araba Fenice lyrics
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